Prefazione - Madonna delle Grazie Sora

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Prefazione

Storia

La storia del santuario

Prima che scompaiano tante memorie, ho creduto opportuno raccogliere le scarse notizie, racimolate qua e là, sulla Chiesa della Madonna delle Grazie, la Chiesa che per prima vede il forestiere venendo a Sora se alza lo sguardo al monte dominante la nostra città.


Per il forestiere diventa spontanea la domanda: a chi é dedicata lassù quella bella chiesetta?

Non una volta sola ho indicato la via che porta alla Madonna delle Grazie alle reclute che da alcuni anni sono in servizio a Sora per l'addestramento militare, desiderose di visitare per la prima volta la chiesa tanto cara ai sorani.

La posizione della Chiesa è veramente privilegiata: lassù c'è un panorama ampio e stupendo; di lassù si abbraccia tutta la città. Ecco Monte Sant'Angelo, Forca, il Ritiro dei Passionisti, San Giorgio, tutta la vasta campagna di Sora che da San Domenico gira, per i colli di Isola del Liri e di Arpino, a Carnello, a Broccostella, a Campoli, a Pescosolido, alla Valle Roveto.

Non solo. Ma il luogo dove sorge la Chiesa della Madonna delle Grazie non offre solo un panorama superbo; esso fu anche spettatore in tempi antichi, nel Medio Evo e nei secoli più a noi vicini, degli eventi più notevoli della nostra lunghissima storia. Infatti, dalla piazzetta della Chiesa si raggiunge in pochi minuti di non difficile salita il Castello di S. Casto, dove Sora descrisse pagine imperiture in difesa della sua libertà. Quei ruderi imponenti rimangono quali testimoni di una stirpe mai doma, consacrata al lavoro.

Certo sul monte dove fu costruita la Chiesa dovettero arrivare per prime dalla città sul Liri per ripartire immediatamente e proseguire verso il Castello di S. Casto, la fortezza di Sora, le segnalazioni che annunziavano episodi apportatori in epoche lontane di minacce e di pericoli più che di gioia e di speranza. Se qualcuno potesse rifare quella storia tumultuosa, quanti avvenimenti ci narrerebbe il monte dove ora svetta come una sentinella in difesa di Sora la Chiesa della Madonna delle Grazie!

A noi basta sapere che lassù da quattro secoli palpita il cuore di una popolazione, la quale tramanda ai suoi figli un culto sempre crescente. A noi basta alzare gli occhi su quella scala o a quei sentieri erti che conducono lassù e ammirare nel sabato di ogni settimana o in altre circostanze ricordevoli la lunga teoria di devote e di devoti, che vanno in quella Chiesa a pregare e ad ascoltare la S.Messa.

Ma lo spettacolo più bello ce l'offre il Maggio, quando ogni mattina una moltitudine di sorani, di ogni età, sale a quel monte come per adempiere a un voto, che lasciò il passato. Chi crede in Dio e nel Vangelo è commosso profondamente nelle mattine fresche e aulenti del Maggio, vedendo dalle vie della città, destata da poco, quella processione di fedeli che scende festosa le rampe della scala o gli altri viottoli al canto delle lodi a Maria.

Un popolo che prega e rivive così ogni anno le sue tradizioni è degno delle sue memorie e può guardare sicuro ad un avvenire migliore.

 
 
 
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