Cap 9 1° maggio 1976 - Madonna delle Grazie Sora

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Cap 9 1° maggio 1976

Storia

I ° MAGGIO 1976

Una giornata questa che non si può dimenticare, perché ha riempito di gioia più di 1000 sorani e ha lasciato immagini e sentimenti innumerevoli nel cuore e nella mente di chi è stato presente alla processione e alla Messa Pontificale del vescovo di Sora, Mons. Carlo Minchiatti, assistito in solenne concelebrazione dal Preposto di S.Restituta Mons. Vincenzo Marciano, dal sottoscritto e dal Cappellano della Chiesa D. Riccardo Stallocca, mentre altri sacerdoti confessavano i fedeli.

Interno del santuario visto dall'ingresso

Chi scrive questa cronaca aspettava con ansia il primo maggio del 1976, perché non era stato mai lassù in nessuna mattina del mese di maggio di tutti gli anni (e sono moltissimi) che ha trascorso a Sora. Volevo così anche io partecipare all'inizio entusiasmante del Mese Mariano e vedere l'immagine della Madonna delle Grazie restaurata negli ultimi mesi che tornava nella sua sede secolare, circondata da un'artistica cornice nella geniale realizzazione di un bravissimo artista sorano: Marcello Lucarelli.

Alle 6 del mattino, quando sono uscito di casa e ho portato lo sguardo dalla traversa, che mi conduceva a Transliri, lassù, il piazzale della Chiesa della Madonna delle Grazie già brulicava di gente che aspettava.

Vedevo i fedeli isolati o a gruppi salire per l'ultimo tratto che da Via Cittadella o da S. Silvestro, passando per l'alzabandiera, riesce alle rampe della lunghissima scala di Via Pianello.
La scala poi dei 409 gradini, contandoli da Via Pianello al piazzale della Chiesa, mostrava una fila ininterrotta di donne, di uomini, di giovani, di ragazzi che salivano frettolosamente come preoccupati dal timore di non arrivare a tempo. Tra i vari colori delle vesti delle donne che salivano spiccava il bianco di numerose suore che non avevano voluto perdere l'inizio festoso di un maggio speciale.

Tutti salivano l'erta faticosa, vinti dal desiderio di essere presenti. Anche io ansioso, ma purtroppo lentamente, mi sono avviato da Piazza S. Restituta, e sempre lentamente ho affrontato la scala, che per me (non posso nasconderlo) è più pesante. Il primo tratto, lo ripeto ancora una volta, è veramente duro: sono troppi i gradini che si rizzano senza pietà, che ti mozzano il respiro e la lena, anche se li fai di slancio con l'intenzione di riposarti al primo pianerottolo.

Lungo le rampe ho incontrato uomini e donne che si fermavano, si asciugavano il sudore, riprendevano fiato, si scambiavano impressioni, mi salutavano, poi continuavano a salire come se fosse una gara, come se fossero sospinti da un desiderio irresistibile di arrivare alla meta.

E' la fede inimitabile del popolo nostro!

Molti, particolarmente alcune donne non più giovani, con sforzo venivano su, ma erano tutti sospinti dal desiderio di non mancare a quel primo appuntamento di una devozione che si prolunga per 31 giorni e di manifestare un grande amore: l'amore alla Madonna delle Grazie.

Mentre salivo, ero stato quasi raggiunto alle ultime rampe dalla processione dei fedeli che accompagnavano l'Immagine restaurata. La processione era partita dalla Chiesa di S. Restituta, accompagnata dal Vescovo, dal Preposto e dal Cappellano. L' Immagine veniva portata su una elegante bara da quattro Confratelli della Congregazione dell'Immacolata, fondata ab immemorabili nella Chiesa della Patrona di Sora. Su camici bianchi portano questi Fratelli colletti celesti: sono essi in carattere col titolo della loro Associazione: Congregazione dell'Immacolata!

La popolazione già assiepata nel piazzale della Chiesa ha applaudito a lungo all'arrivo dell'Immagine che tornava dopo il restauro a rioccupare il centro della parete dietro l'Altare Maggiore.

I fedeli più fortunati già occupavano un posto nella Chiesa, troppo piccola il 1° maggio per contenere la folla e accolsero la Madonna tra un entusiasmo indescrivibile.

Appena giunta in Chiesa, l'Immagine è stata riposta nella sua sede dietro l'Altare Maggiore, benedetta e incensata dal Vescovo, mentre la moltitudine inneggiava alla Madonna. Viva Maria!
Il Preposto Mons. Marciano ha ringraziato il Vescovo di esser venuto in così fausta circostanza, ha rifatto brevemente la storia della Madonna delle Grazie, ha sottolineato una devozione che mai da secoli si è spenta in Sora.

Nella solenne Messa Pontificale, il Vescovo dopo la lettura del Vangelo e la Preghiera dei fedeli, ha pronunziato la sua omelia alla folla presente che in maggior parte era costretta ad ascoltare fuori della Chiesa le calde parole del suo pastore.

Il Vescovo che si disse ammirato per i tanti lavori eseguiti in quel Santuario sorano della Madonna dalla Commissione promotrice, prendeva lo spunto ne primo giorno del Mese Mariano dalla fede incontrollabile della Madonna nell'ubbidienza ai voleri di Dio per esortare tutti ad imitare la Madonna nella nostra fede. “Beata sei tu che hai creduto!” aveva detto a Maria Santa Elisabetta.

E nella Chiesa dove si celebravano quel giorno l'atteso ritorno dell'antico affresco e la prima giornata di un mese intero consacrato alla Vergine, si ricorda sempre proprio il mistero della visita di Santa Elisabetta alla Madre di Dio.

Il Vescovo, come anteprima, ha annunciato ufficialmente ai fedeli che gremivano il tempio e agli altri in ascolto fuori di quelle sacre mura, il varo dello Statuto e del Regolamento del Consiglio Pastorale Interdiocesano. Il Consiglio inizierà al più presto la sua attività nel campo della Pastorale delle tre diocesi.

Mottetti eucaristici e inni alla Madonna furono cantati in continuazione dai cantori della cantoria e dal popolo durante la bella e raccolta funzione. Centinaia di persone si accostarono alla Santa Comunione in quel clima gioioso di festa, di spirituale esultanza.

Uomini e donne di tutti i ceti sociali erano lassù quella mattina. Sora cristiana nella sua lunga e luminosa storia ha vissuto molte altre ore così belle che riconfermarono una fede indefettibile nei valori eterni del Vangelo; ora aggiungerà alla serie dei suoi fasti religiosi anche la giornata del
1° maggio 1976 e la trasmetterà quale preziosa eredità d'amore ai devoti della Madonna delle Grazie, una eredità che noi abbiamo avuta in patrimonio insostituibile da coloro che ci hanno preceduto.

Dopo la Messa Pontificale, mentre moltissimi dei fedeli intervenuti ridiscendevano nella città alle loro quotidiane occupazioni ed altri salivano verso il Castello di S. Casto per passarvi qualche ora in allegria, profittando della giornata del 1° maggio, festa dei Lavoratori, noi ci siamo fermati pochi minuti sul piazzale della Chiesa: c'era davanti lo spettacolo di Sora e della sua ubertosa campagna: una vasta pianura, un quadro meraviglioso, un inseguirsi di panorami senza fine. Era il maggio odoroso, la primavera in fiore, il trionfo di una natura verde che innamora.

Ancora una volta ho sentito il fascino che ci prende stando lassù, con la distesa immensa fitta di case, di fabbriche, di palazzi, con i campi percorsi in ogni angolo da strade e da viottoli, col Liri serpeggiante nel piano, con le due parallele formate dalla linea ferroviaria e dal rettilineo Sora-S.Domenico, con le colline ridenti di boschi e di messi in pieno sviluppo, con i paesi che fanno splendida corona alla nostra città, con le montagne lontane ancora con piccole chiazze di neve!
Non è Sora terra fortunata ad avere avuto da Dio il dono impagabile di un panorama così straordinario? (1)


(1) A ricordo del restauro dell'affresco e della solenne cerimonia del I° maggio 1976, è stata collocata dietro l'affresco una pergamena con la firma de Vescovo, del Preposto, del Decano della Cattedrale, del Cappellano e di altri presenti quel giorno alla indimenticabile funzione.

 
 
 
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