Cap 3 Il Vescovo Scipione Sersale visita la chiesa della Madonna delle Grazie - Madonna delle Grazie Sora

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Cap 3 Il Vescovo Scipione Sersale visita la chiesa della Madonna delle Grazie

Storia

IL VESCOVO SCIPIONE SERSALE VISITA LA CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

Anche il vescovo di Sora Scipione Sersale (1735-1744) visitò la Chiesa della Madonna delle Grazie. Il 9 settembre 1736, il vescovo, scendendo dalla cappellina della rocca sorana di S. Casto, ancora funzionante e visitata da lui nella stessa mattinata del 9, si fermò a visitare la Chiesa della Madonna delle Grazie.


Prima della visita ufficiale, celebrò la Santa Messa all'Altare Maggiore sotto l'invocazione di S. Maria, titolare della Chiesa, Don Francesco De Angelis, Beneficiato dalla Cattedrale.

Cosa è scritto nella relazione del 1736? L'immagine della Madonna, protetta da una finestra di vetro, era dipinta in una edicola nel mezzo dell'altare, e perché era diventata sempre maggiore con gli anni la venerazione verso la Madonna, l'altare si presentava adorno con grande decoro: il vescovo fu largo di elogi per quanti curavano il tempio così splendidamente.

A destra dell'Altare Maggiore, cioè in cornu Evangelii, si trovava l'altare di S. Maria del Monte Carmelo: nell'altare aveva il diritto di Patronato Giuseppe Magnone, Dottore in Diritto Canonico e Civile, al quale spettava l'onere di fornire l'altare di tutto il necessario. Il Magnone faceva celebrare a sue spese la festa della Vergine, non però il 16 luglio, ma in qualche giorno di domenica, seguente al 16 luglio.

Il Vescovo ordinò che, sotto pena di interdetto, l'altare suddetto fra tre mesi fosse previsto di pallio e delle tabelle nuove: le vecchie erano consunte dal tempo.

In cornu Epistolae dell'Altare Maggiore era eretto l'altare di S.Gerardo. Nel mezzo di esso si apriva una edicola con la statua scolpita in legno del Santo titolare. La festa del Santo si celebrava, come sempre, l' 11 agosto; apprendiamo anche dalla relazione che a cura dei devoti, il giorno della festa venivano dati ai fedeli dei pani dopo una piccola offerta. A testimoniare, poi, le grazie ricevute per intercessione di S.Gerardo, moltissimi doni votivi erano sospesi attorno all'altare del Santo.

Il vescovo, dopo aver visitato il Confessionale, diede ordine che alle arate di legno di esso, molto larghe, si sovrapponessero lamine di latta con molti e piccoli fori.
La relazione aggiunge che la chiesa della Madonna delle Grazie era proporzionata per grandezza, e pur non essendo bella, non dispiaceva neppure.

La chiesa era sempre sotto la giurisdizione della Parrocchia di S. Restituta. Dal di fuori della chiesa, in alto, si vedeva sospesa una campana: essa, benché piccola, era sufficiente col suo suono a richiamare il popolo sorano. Anche oggi, l'eco della campanella della Madonna delle Grazie arriva non solo alla città ma anche alla campagna di Sora.

Un piccolo ambiente situato in cornu Epistolae dell'Altare Maggiore, mal disposto, serviva da sacrestia. La chiesa era provvista a sufficienza delle suppellettili necessarie alla celebrazione della Messa.

Infine, dietro l'Altare Maggiore, esistevano separati dalla chiesa alcuni piccoli ambienti,allora in rovina, per uso dell'eremita, da due anni custode della chiesa. Si chiamava l'eremita Giuseppe Lisi, oriundo di Veroli; già vecchio, abitava lassù assieme alla moglie, anche essa vecchia. L'eremita viveva con le elemosine provenienti dalla carità di fedeli di Sora e dintorni. Lassù l'eremita coltivava anche un terreno, adiacente alla chiesa e ampliato con le sue fatiche.
Alle riparazioni della chiesa e alla provvista delle suppellettili e dei sacri paramenti erano obbligati il Preposto e i Canonici di S. Restituta. (1)


(1) Archivio vescovile di Sora – Visite pastorali del vescovo sorano Scipione Sersale (1736)

 
 
 
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