Cap 2 La chiesa della Madonna delle Grazie al tempo del Vescovo Vergato - Madonna delle Grazie Sora

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Cap 2 La chiesa della Madonna delle Grazie al tempo del Vescovo Vergato

Storia



LA CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE AL TEMPO DEL VESCOVO GAGLIANI

Il 29 aprile 1706, il vescovo Matteo Gagliani (1703-1717), partendo dal Palazzo Vescovile, accompagnato dal Vicario Generale, dal Preposto Valenti e da altri suoi familiari, salì a piedi la strada che portava alla Chiesa della Madonna delle Grazie, situata e costruita sulla sommità del monte, in culmine montis, distante dalla città circa mezzo miglio.

Il Vescovo, giunto nella Chiesa, diede immediatamente inizio alla visita della medesima, aggregata al Capitolo di S.Restituta, cui incombeva l'onere della manutenzione e delle riparazioni della Cappella. Nel tempio erano eretti tre altari: il primo era situato a capo della chiesa, elegantemente, affabre, lavorato a stucco; nella sua parete appariva dipinta la devota immagine della Beata Vergine Maria, in grande venerazione nel popolo sorano, che sempre accorreva numeroso lassù. Questo altare era provvisto del necessario e spettava al Capitolo di S. Restituta l'onere di una Messa cantata l' 8 dicembre di ogni anno.

A destra e a sinistra dell'Altare Maggiore si trovavano altri due altari. L'altare costruito in cornu Epistolae era dedicato a S.Gerardo: nella festa del Santo, che si celebrava l' 11 agosto con grande affluenza di popolo, erano tenuti i Canonici della Collegiata di S. Restituta a cantare i Primi e i Secondi Vespri e la Messa cantata. Sull'altare era la statua di legno di S. Gerardo. Altri pesi non gravavano l'altare suddetto e neppure in esso esisteva alcuna dote particolare: anche di questo altare aveva il Capitolo di S. Restituta l'obbligo della manutenzione.

Fu ordinato dal Visitatore che si dipingesse lo sgabello per i candelabri, si provvedesse l'altare di Tabelle nuove e fosse avvicinata la pietra sacra maggiormente al celebrante.

Il terzo altare, eretto in cornu Evangelii, era dedicato alla Madonna del Monte Carmelo; l'altare, come fu detto al Vescovo, spettava alla famiglia di Tommaso Magnone, che faceva celebrare per sua devozione, senza averne l'obbligo, una Messa cantata il 16 luglio; la stessa famiglia dava il compenso in questa occasione al Preposto e ai Canonici di S. Restituta che intervenivano alle funzioni.

Nella visita vescovile non si seppe con certezza chi avesse l'obbligo di dotare l'altare e per conseguenza chi fosse obbligato alla manutenzione e alle riparazioni eventuali di esso: il Vescovo, perciò, diede disposizione che si dotasse l'altare e che, sotto la pena di perdere ogni diritto, si conoscesse fra un mese la persona obbligata alla manutenzione dell'altare. Intanto, l'altare doveva essere provvisto di un nuovo sgabello per i candelabri, di nuove tovaglie e di un nuovo pallio da collocare davanti all'altare; la pietra sacra, poi, doveva essere avvicinata di quattro dita verso il petto del celebrante: tutto doveva essere portato a termine, sotto pena di sei ducati, nello spazio di sei mesi. (1)

Dietro la Chiesa era a soffitto l'abitazione dell'eremita.



La relazione precedente è più meno la traduzione italiana del testo latino della visita pastorale di Matteo Gagliano. Mi sembra opportuno far seguire alla relazione del 1706 una relazione scritta tre anni prima, cioè nel 1703, dal Preposto di S. Restituta, Carlo Valenti: “Dentro il recinto della Parrocchia di S. Restituta vi è la Chiesa della Madonna delle Grazie aggregata a questo Capitolo come da Breve Apostolico.

Vi sono tre altari: il primo è nel frontespizio lavorato con stucco, dove è l'immagine della Madonna Santissima e l'altare del Carmine, Cappella del Signore Tomasso Magnone e mantenuta nel suddetto.
In cornu epistolae è la Cappella ossia (seu) altare di S.Gerardo con la sua statua e dal Capitolo detto altare viene mantenuto con tutti i suoi bisogni ed anco la chiesa, ed in detti altari quotidianamente vi si celebrano le messe con concorso di devoti. In detta chiesa sempre vi risiede l'eremita per sua custodia e vi son le stanze contigue.'' (2)

Dalle parole della relazione Gagliano del 1706 e da quelle precedenti del Preposto Valenti del 1703 si desume chiaramente che l'Immagine della Madonna (cioè l'affresco sulla parete dell'Altare Maggiore, restaurato in questi ultimi mesi) esistesse al principio del secolo XVIII, e che nell'altare di S. Gerardo si trovasse già la sua statua.
Inoltre nella sua relazione, il Preposto Valenti ci dice che negli altari della chiesa della Madonna delle Grazie venivano celebrate Sante Messe tutti i giorni, quotidianamente (come è scritto nel documento).

La devozione, quindi, dei sorani alla Madonna delle Grazie era grande fin da tre secoli fa! Essa è stata una devozione mai venuta meno nel corso degli anni! Ai nostri tempi basta guardare tutte le mattine del mese di maggio la moltitudine di devote e di devoti che sale lassù a pregare la Madonna, nel mese a Lei consacrato, e riscende dopo la Santa Messa cantando le lodi di Maria!

(1) Archivio Vescovile di Sora - Visite Pastorali di Mons. Matteo Gagliani nel 1706.
(2) Archivio Vescovile di Sora - Relazione del Preposto di S.Restituta al vescovo Matteo Gagliani

 
 
 
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