Cap 14 Traduzione del "decreto di Giobbe Petroni di Pesaro" per la Chiesa della Madonna delle Grazie - Madonna delle Grazie Sora

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Cap 14 Traduzione del "decreto di Giobbe Petroni di Pesaro" per la Chiesa della Madonna delle Grazie

Storia

TRADUZIONE DEL DECRETO DI GIOBBE PETRONI
DI PESARO PER LA CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

(ARCH. VESC. DI SORA. BULLARIUM AB ANNO 1607-1618. PAG. 180 (RETRO) E 181)


Giobbe Petroni di Pesaro, Dottore in Diritto Canonico e Civile e Vicario Generale Apostolico nella Città e nella diocesi di Sora, a tutti e a ciascuno di coloro che conosceranno, leggeranno e ascolteranno la lettera presente salute ecc..

Ritenemmo cosa giusta e ragionevole dare la dovuta efficacia a quanto hanno stabilito i Reverendissimi Vescovi Sorani, sebbene nessun documento sia stato da essi lasciato sulla questione. Come abbiamo appreso da poco, il Rev.mo D. Orazio Ciceroni, vescovo di Sora sia in conformità del Concilio di Trento e anche come Delegato della Sede Apostolica, nella undicesima indizione dell'anno 1583, il 21 marzo del suddetto anno, considerando che nella Chiesa o Cappella sotto il Titolo di S. Maria delle Grazie il Cappellano della Chiesa, nei giorni di festa, specialmente nel giorno di S. Gerardo e nella Terza Domenica di Quaresima non potesse bastare nelle sacre funzioni e nella celebrazione delle Messe, allo scopo di aumentare la suddetta devozione e il culto divino, col consenso di D. Curio Regoli, Cappellano in quell'anno della stessa Chiesa o Cappella, alla presenza del Cappellano e col suo consenso, ma senza alcun pregiudizio per lui durante la sua vita, ma solo perché dopo la sua morte avesse il decreto ogni effetto, unì per sempre, annesse e incorporò la suddetta Chiesa o Cappella con tutti i diritti e beni alla Chiesa Collegiata di S. Restituta di Sora, in forza del quale decreto fosse permesso al Preposto e ai Canonici della medesima Chiesa Collegiata, nel caso della vacanza della Cappella per morte di D. Curio, di prendere possesso reale, attuale e corporale di quest'ultima e venire in possesso, e ritenerli, dei frutti delle rendite, dei proventi, dei diritti, delle sovvenzioni e degli emolumenti della Chiesa o Cappella, senza chiedere il permesso di alcuno; con l'obbligo però da parte del Preposto e dei Canonici della Collegiata di S. Restituta di recarsi personalmente nei giorni festivi che si ricordano nella Cappella e nella Terza Domenica di Quaresima nella Chiesa della Madonna delle Grazie per cantarvi la Messa e l'Uffizio Divino. Le elemosine poi che saranno trovate nella Terza Domenica di Quaresima dentro la cassetta della Chiesa saranno divise tra il Preposto e i Canonici della Collegiata di S. Restituta, desiderando anche che la Cappella non manchi dei servizi religiosi, ma che siano adempiti gli oneri a lei dovuti anche meglio, come risulta dagli Atti della Cura Vescovile. E poiché non furono dal medesimo Vescovo scritte su tale provvedimento le Bolle che contemplavano l'unione e fornivano altre notizie concernenti l'unione, avvenuta ora la vacanza della Chiesa della Madonna delle Grazie, per la morte di D. Curio, il quale, come piacque al Signore, è morto nel mese di marzo dell'anno corrente, affinché l'unione a cui ha dato poco tempo fa il suo consenso anche il Capitolo della Cattedrale, abbia la sua dovuta efficacia, anche perché il Preposto e i Canonici temevano che fosse stata sospesa la licenza di quella unione che ci chiedevano di dare il nostro assenso alla licenza, noi, aderendo alla disposizione e alla unione già disposta dal Rev.mo Vescovo Orazio, con l'autorità che abbiamo in queste questioni, al Preposto e ai Canonici della Collegiata di S. Restituta concediamo e consentiamo di prendere possesso corporale, attuale e reale della Chiesa o Cappella di S. Maria delle Grazie, di entrarvi, poter percepire e ritenere i frutti, le rendite, i proventi, i diritti, le sovvenzioni e gli emolumenti della Cappella, secondo la forma e il tenore della suddetta unione. Resta tuttavia l'obbligo di recarsi personalmente nella Chiesa unita nei giorni di festa e nella terza domenica di Quaresima, cantarvi le Messe e gli Uffici Divini e non far mancare i servizi dovuti, ma osservare tutti gli oneri, esercitando così su quanto è stato stabilito tutta la nostra autorità e il potere ordinario che abbiamo e che ci compete.
In fede di quanto è stato dichiarato e a testimonianza delle premesse, ordinammo al sottoscritto nostro Cancelliere Notaio di scrivere e sottoscrivere la presente lettera e confermarla col nostro solito sigillo.
Dato in Sora nel Palazzo Vescovile il 7 aprile 1590, 5° anno del Pontificato del Santissimo Padre in Cristo e Nostro Signore Sisto, per Divina Provvidenza Papa Quinto.

Io D. Domenico Colapaolo Notaio e Cancelliere.

Giobbe Petroni di Pesaro Vicario Apostolico.


Concorda col suo originale.

Così è: salvo sempre un migliore confronto.
B. Roselli Cancelliere

 
 
 
 
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