Accorato appello - Madonna delle Grazie Sora

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Accorato appello

Terremoto > Comunicati stampa

Da: Ciociara oggi 8 marzo 1993

SORA - Accorato appello del parroco Antonellis affinché vengano eseguiti i lavori in tempi brevi

“Si restituisca la chiesa ai fedeli”
Il santuario della Madonna delle Grazie è stato danneggiato dal sisma

SORA - Il parroco Bruno Antonellis lancia un accorato appello affinché si intervenga quanto prima per sanare la brutta “ferita” che il terremoto del 16 febbraio scorso ha inferto alla chiesa della Madonna delle Grazie. A eseguire le verifiche a seguito della forte scossa e stato l'architetto Gianni Nicoletti, alla presenza del cappellano don Giovanni De Ciantis, su incarico di monsignor Bruno Antonellis. I danni accertati sono ingenti: il crollo parziale del soffitto, il distacco d'intonaco sulla trave portante la copertura del vano chiesa, l'abbassamento del soffitto, lesioni concentrate e diffuse, parziale abbassamento del sistema portante del tavolato del soffitto costituito da murali e tavolame su cui e poggiato il soffitto. Danni tanto ingenti da far ritenere insicuro e inagibile il locale adibito a culto della chiesa della Madonna delle Grazie, dove sono state sospese le funzioni pubbliche. “Il mio auspicio - ha dichiarato monsignor Bruno Antonellis  è che si agisca per il più veloce ripristino possibile del luogo di culto, così caro ai sorani. Mi auguro che si possa presto creare un apposito "Comitato", in collaborazione con quello della "Pia Unione", per procedere al reperimento dei fondi, almeno per un'immediata funzionalità della nostra chiesa. Desidero ricordare che ogni sabato continua la celebrazione della messa nei locali attigui alla chiesa e dichiarati agibili. Un altro forte desiderio -ha aggiunto monsignor Antonellis- è che tutti, comprese le istituzioni pubbliche, si adoperino perché la chiesa della Madonna delle Grazie possa essere disponibile ed agibile per il prossimo mese di maggio. Provarci si deve. E' una tradizione troppo radicata e sentita, qui a Sora. Posso, a tal proposito, accennare a due eventuali ipotesi per mantenere il mese mariano: la prima che si possa tenere all'aperto, tempo permettendo, sul lato sinistro, sotto la grande croce, oppure, ed ecco la seconda, di trasferire la statua della Madonna nella chiesa di Santa Restituta. Per il completo lavoro di  ristrutturazione, credo che ci vorranno tempi lunghi. “Ripeto -ha concluso il parroco- sono solo due ipotesi da vagliare e studiare attentamente”. Anche l'amministratore diocesano, monsignor Antonio Lecce, si augura che i tempi burocratici, la disponibilità delle risorse e la volontà di agire presto e bene siano in grado di "riconsegnare" a Sora la chiesa, così come tutte le altre colpite dal sisma. Tanti l'amore e la devozione dei sorani nei confronti dell'edificio di culto che da oltre cinquecento anni veglia e protegge la città.
La chiesa della Madonna delle Grazie, infatti, e uno dei simboli significativi del territorio, dalla collina della Madonna delle Grazie, sulla cima svetta originale chiesetta, visibile da ogni zona con il inconfondibile profilo. Dal suo terrazzo si gode uno spettacolo naturale, superbo e mozzafiato. La chiesa della Madonna Grazie rappresenta uno dei monumenti-simbolo più importanti e caratteristici di Sora, anche per la sua posizione strategica. Nessun sorano è potuto mancare, durante il mese di maggio, all'appuntamento "mariano", di primo mattino, per partecipare messa delle 6 e rinvigorire, così, la devozione per il santuario che si raggiunge solo a piedi, salendo per oltre 400 scalini in pietra. Ma ora, dopo il terremoto scorso 16 febbraio, non è sicura. Da qui l'accorato appello del parroco a non disperdere la tradizione religiosa.

 
 
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